Sezione Archeologica
La sezione archeologica è stata realizzata a partire dal 2017 mediante quattro mostre poi divenute allestimenti permanenti.
La prima di esse, composta da 7 vetrine con relativi pannelli, evidenzia i pochi ritrovamenti di età mesolitica e i tanti di età neolitica effettuati sul territorio del Consorzio dell’Oltrepò Mantovano e su quella parte di pianura che si estende verso est fino al Mincio e a Mantova. Il sito di Vallona è il solo che ha restituito anche ceramiche. Tutti gli altri reperti sono frutto di raccolte di superficie effettuate dal Gruppo Archeologico Ostigliese sugli estesi siti di Ponte Molino, Corte Cavallette, Boaria Cardinala, Bigarello, Mazzagatta, La Vallona, Pra’ Mantovani, tutti posti a nord del Po, dato che a sud le alluvioni del grande fiume e il divagare degli alvei di Secchia e Panaro hanno sepolto nell’Olocene recente i siti più antichi con spessi livelli di limo e argilla.
La seconda, composta da 9 vetrine e relativi pannelli è stata dedicata a Ponte Molino, un sito scavato nel primo decennio del millennio. Grazie ai reperti riportati in luce, e a una datazione radiocarbonica, fu possibile attribuirlo alla tarda età del Rame-inizi del Bronzo Antico. È impostato su un dosso già frequentato in età neolitica, ma capitozzato nella seconda metà del XX secolo dalle deleterie sistemazioni poderali. Insomma la seconda mostra diventava la naturale continuazione della prima. Gli scavi eseguiti avevano riportato in luce alcune strutture (cinque pozzetti e un pozzo profondo 3.20 m) e un fossato perimetrale collegato a un antico ramo del Tartaro. I numerosi reperti raccolti in superficie in 40 anni di ricognizioni dal GAO, uniti a quelli di scavo, sono di grande interesse (cuspidi di freccia in selce con alette tronche, lame di pugnali in selce spezzatesi a causa del prolungato uso quotidiano ed elementi di falcetto sempre in selce, una lesina prodotta con rame proveniente dai Balcani e, all’interno del pozzo, recipienti in terra cotta ben conservati e numerosi resti vegetali e animali). Sul fondo del fossato, sezionato solo per un tratto di 2 metri, stavano due palchi di cervo preda di cacciagione, più altri 5 frammenti, lì gettati come offerta votiva o per stagionare tale importante materia prima. Chiudeva il tutto una vetrina con i pochi reperti dell’antica età del Bronzo rinvenuti nel territorio, ivi comprese due tavolette enigmatiche.
La terza mostra dedicata al mondo romano, è composta da 25 vetrine e relativi pannelli. I siti presenti sul territorio in questa età, sia a nord che a sud del Po, sono ricchi di reperti recuperati con interventi di scavo o con raccolte di superficie effettuate oltre che dal G.A.O. anche dal Gruppo Archeologico di Sermide. La mostra è suddivisa in otto sezioni:
- abitati
- tecniche edilizie (ville; laterizi, pavimenti, intonaci, elementi architettonici)
- artigianato (ceramiche, oggetti in vetro, osso e metallo, tessitura)
- produzione e commercio di laterizi e anfore, molitura dei cereali
- strumenti del commercio (stadere, bilance, monetazione)
- sepolture (epigrafi, inumazioni e cremazioni)
- guerra (diplomi, armi da offesa e da difesa)
- sacro (culti e divinità), 8-gioielleria (oreficeria e glittica)
Completa il tutto parte della camicia di un pozzo rinvenuto sulla sponda destra del Po, una tomba alla cappuccina con splendido corredo vitreo e un’epigrafe, infine una Carta Archeologica diacronica dell’Oltrepò Mantovano, realizzata dalla SAP grazie al progetto Archetipo.
Nel 2022, la quarta mostra, dedicata all’età del Bronzo e del Ferro è composta da 42 vetrine e relativi pannelli. L’età del bronzo inizia in un corridoio dedicato agli abitati terramaricoli. Fortunatamente siti dell’età del bronzo terramaricoli, oltre a quelli ben noti di Mazzagatta e Ara di Spin nell’ostigliese, si conservano anche a sud del Po. E siccome sono di solito posti su alti morfologici già antropizzati in precedenza, a introdurre la mostra abbiamo messo una vetrina che mostra le frequentazioni preistoriche (Mesolitico, Neolitico, età del Rame). A volte, inoltre, sono posti in prossimità di un sito umido del Bronzo Antico, perciò una seconda vetrina evidenzia le frequentazioni di tali aree umide depresse nel corso del Bronzo Antico. Seguono pannelli che spiegano l’evoluzione delle strutture perimetrali terramaricole, poi cinque vetrine che illustrano la tipologia delle ceramiche di tale cultura fra Bronzo Medio 1 e Bronzo Recente 2, cui segue una vetrina contenente le ceramiche peninsulari rinvenute nelle terramare. Come esempio di sito pluristratificato esplorato in tutto il suo spessore, abbiamo messo Boccazzola Vecchia. Seguono poi due pannelli e due vetrine dedicate a agricoltura/ambiente e paleofauna. Alla fine del percorso abbiamo posto due lunghe vetrine foderate di sabbia del Po che ospitano un grande numero di reperti rinvenuti dopo le secche nel letto del fiume: coprono un arco di tempo che va dal Neolitico al XX secolo.
Una grande sala è dedicata alla necropoli a rito misto della Vallona di Ostiglia ed espone 18 dei 339 ossuari rinvenuti, oltre alle sole tre inumazioni recuperate delle 30 scavate. Poi una saletta dedicata all’artigianato (metallurgia, industria della pietra, dell’osso e del corno, tessitura), ai culti (vasi miniaturistici e carretti rituali) e ai simboli del potere (monili). Inoltre un socio del GAO, Samuele Bernini, ha appositamente riprodotto un’officina metallurgica dell’età del Bronzo Recente che abbiamo piazzato al centro della sala.
Nella terza e ultima sala abbiamo esposto i pochissimi e sporadici reperti del Bronzo Finale e quelli ben più significativi dell’età del Ferro, fra cui una situla etrusca da poco trovata in Po, due aes signatum, i resti di un piccolo abitato rurale etrusco esplorato dalla Soprintendenza a Boccazzola Nuova e soprattutto i reperti paleoveneti, etruschi, e liguri rinvenuti nel tell di Castellazzo della Garolda, sito posto fuori dal Consorzio dell’Oltrepò Mantovano, ma di estrema importanza per la pianura mantovana orientale, unitamente a Bagnolo S. Vito e a Mantova.
Resta da realizzare la quinta mostra che concluderà il percorso di allestimento della sezione archeologica del Museo del Po di Revere. Verrà allestita al terzo piano e si occuperà di Tardoantico, del Medio Evo, e Post- Medio Evo, fino al XVIII secolo.
Audio guida sala 3
Audio guida sala 4 
Audio guide - exhibition room 3
Audio guide - exhibition room 4