Domina Aeterna. Matilde di Canossa oltre il suo tempo: mostra fotografica di Erik Messori al Museo del Po di Revere
Il Museo del Po di Revere ospita, dal 20 settembre 2025 al 22 marzo 2026, la mostra fotografica "Domina Aeterna. Matilde di Canossa oltre il suo tempo", con gli scatti del fotogiornalista Erik Messori.
Il Museo del Po di Revere, dimora ducale gonzaghesca affacciata sul Grande Fiume a Borgo Mantovano (MN), ha accolto la mostra fotografica "Domina Aeterna. Matilde di Canossa oltre il suo tempo", visitabile dal 20 settembre 2025 al 22 marzo 2026. Il vernissage, con la presenza dell'autore e delle autorità, si è tenuto il 20 settembre 2025 alle ore 16.00.
La mostra e il progetto fotografico
Il progetto è nato dallo sguardo del fotogiornalista Erik Messori, co-fondatore del collettivo Capta, da anni impegnato in reportage internazionali pubblicati su testate come National Geographic Italia, The Guardian, Der Spiegel e Corriere della Sera. Le sue immagini non hanno celebrato Matilde in senso retorico, ma l'hanno cercata nel presente: nei gesti degli agricoltori sotto i castelli della Grancontessa, nei riti ancora vivi nelle abbazie, nei paesaggi dell'Appennino reggiano e delle pianure mantovane, negli scavi degli archeologi, nei movimenti di chi ancora percorre la Via Matildica del Volto Santo.
Il percorso espositivo ha seguito un itinerario ideale che da Mantova, città natale di Matilde, è arrivato a San Pietro, ultimo luogo di sepoltura della sovrana, passando per l'Abbazia di San Benedetto Po, il Castello di Canossa, la Pieve di Coriano e i luoghi sacri a lei cari. La luce delle fotografie ha fermato il tempo e lo ha amplificato, portando passato e presente quasi a toccarsi all'interno dello stesso scatto.
Chi era Matilde di Canossa
Matilde (1046–1115) fu sovrana di un vasto territorio che da Mantova si estendeva fino a Lucca, attraversando l'Appennino reggiano e la Garfagnana. Abile diplomatica, devota al Papato e profondamente attenta ai più deboli, incarnò in pieno Medioevo una figura di donna intraprendente e anticonformista. Il suo ruolo di mediatrice tra Papa Gregorio VII e l'imperatore Enrico IV — sfociato nell'episodio storico dell'umiliazione di Canossa nel 1077 — la collocò in uno snodo cruciale della storia europea, a cavallo tra la fine di un'epoca e la nascita dell'età dei Comuni. La mostra la ha raccontata non come matrona rinchiusa in un castello, ma come donna in costante movimento, simbolo di coraggio e modernità.
Il ciclo di conferenze
In parallelo alla mostra si è svolto un ricco ciclo di incontri a cura di Iames Tirabassi, con la partecipazione di storici, archeologi e specialisti provenienti dalle principali università e soprintendenze italiane. Gli appuntamenti, tutti alle ore 17.00, hanno toccato temi che sono spaziati dal mito e dalla realtà storica di Matilde agli scavi al castello di Canossa, dalla Via Matildica del Volto Santo ai monasteri benedettini, dalla presenza dei Canossa nell'Oltrepò mantovano all'attualità di una donna vissuta 900 anni fa. L'ultimo incontro si è tenuto il 21 marzo 2026.
Attività didattiche per le scuole
Il Museo ha proposto, in collaborazione con ArcheoVEA, il percorso didattico "Immagini e potere: Matilde di Canossa e l'arte di distinguersi nel Medioevo", rivolto a scuole primarie e secondarie di primo grado. Il laboratorio di 2 ore ha intrecciato storia medievale, comunicazione visiva e scrittura manuale: gli studenti hanno osservato le fotografie della mostra, esplorato documenti e fonti storiche, e si sono cimentati nella creazione del proprio monogramma medievale da portare a casa come ricordo.